| Il Dispensario Lorenzo Mazzoleni è un progetto internazionale di cooperazione e sviluppo in ambito sanitario, in un’area montana molto remota nel nord del Pakistan. La valle del Braldu, famosa per essere l’accesso ad alcune delle montagne più alte al mondo, ospita 10 villaggi con scarso accesso a risorse sanitarie di primo e secondo livello: l’ospedale più vicino, a Skardu nella capitale del Baltistan, è a circa 8 ore di jeep quando la strada non è interrotta dalla neve o da frane. Il Progetto ha avuto inizio nel 1997 quando Lorenzo Mazzoleni, giovane promessa dell’alpinismo lecchese, cadde scendendo dal Chogori (K2), dopo averne raggiunto la vetta. La famiglia e gli amici decisero di ricordare Lorenzo, che tanto amava le popolazioni di montagna ed i bambini, costruendo il Dispensario ad Askole, l’ultimo villaggio prima dell’inizio degli immensi ghiacciai del Karakhorum, e formando il personale sanitario locale allo scopo di creare una condizione sanitaria stabile e sostenibile. Le attività del Dispensario sono effettuate con la supervisione del distretto sanitario locale ed i fondi derivano attualmente da contributi volontari di persone, in Italia ed in Pakistan, che hanno avuto modo di conoscere queste aree montane e le durissime condizioni di vita di queste popolazioni. Dopo 12 anni di attività sanitarie, in cui sono stati conseguiti risultati importanti in termini di prevenzione e cura, è emersa tuttavia l’esigenza di creare le condizioni necessarie ad avere dei villaggi più sani, nel rispetto delle tradizioni locali e delle risorse disponibili, e di avere le donne come prime educatrici nella salute materno infantile. Il Progetto “Cheese for Health” ha avuto inizio a maggio 2011, in collaborazione con altre due organizzazioni non profit, la Lorenzo Mazzoleni Foundation e l’APS G. Ballerio, dopo una fase di consultazione preliminare nel 2010 con i locali Comitati di Salute presenti in ogni villaggio, allo scopo di incrementare l’impatto del Dispensario sulla condizione sanitaria nella valle. Il formaggio è un frutto della produzione agro pastorale che le popolazioni di montagna della valle potrebbero assimilare come prodotto utile ed integrato nell’economia di ogni famiglia, così come è presente nelle nostre popolazioni alpine ed appeniniche. Nella valle del Braldu culturalmente il formaggio è noto, utilizzato dai trekkers stranieri nelle spedizioni effettuate nei mesi estivi, ma la tecnica casearia non appare essersi sviluppata in questa valle per l’assenza di combustibile e del caglio. Il formaggio d’altronde rappresenterebbe un modo per introdurre una dieta bilanciata in una popolazione caratterizzata da bassissimo apporto di proteine nei mesi invernali, con conseguenze in particolare sulla crescita dei bambini al di sotto dei 5 anni di età e delle donne incinta. Inoltre l’utilizzo di sale iodato nella preparazione del formaggio, necessario alla sua conservazione, contribuirebbe a ridurre l’incidenza del gozzo endemico (ipotiroidismo) frequentissimo nelle popolazioni di montagna. Da ultimo le regole igieniche necessarie alla produzione del formaggio, insegnate alle donne che risultano essere le beneficiarie del progetto di formazione, potrebbero contribuire a ridurre la mortalità infantile conseguente alla trasmissione di malattie gastroenteriche dovute alla mancanza di elementari regole di pulizia. A maggio 2011 è stato possibile effettuare la distribuzione di appositi kit formaggio e la formazione, da parte di un team formato da un agronomo zootecnico ed un medico, alle donne in 4 villaggi: Askole, Monjing e Chongo nella Braldu Valley e a Satpara Lake in area più vicina alla capitale ma con caratteristiche di economia agropastorale. In ogni villaggio sono stati prodotti formaggi che hanno richiesto una bassissima quantità di combustibile nelle fasi di trasformazione del latte e che potranno essere conservati per diverse settimane. A settembre 2011 è prevista una revisione del progetto per verificare se, in autonomia, le donne hanno continuato a produrre il formaggio con successo. E’ attualmente in corso la raccolta fondi per comperare kit per la produzione del formaggio (50 euro) e per introdurre mucche di razza jersey e frisona, in grado di produrre più latte rispetto alla razza locale, nell’area di Satpara Lake (costano 600 euro da adulte) dove il pascolo è più ricco. Nelle aree più remote verranno introdotte mucche di razza mista jersey/locale che hanno mostrato avere maggior resistenza alle condizioni di vita dell’alta valle del Braldu. |